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  • Inaugurato il macchinario per la chirurgia vertebrale in un bagno di folla. – Carrozza: “Volterra location ottima per la formazione di giovani medici”

    VOLTERRA – Presentato questa mattina il macchinario per la Chirurgia vertebrale presso il centro Studi Santa Maria Maddalena. Molti gli ospiti illustri e moltissima la gente accorsa ad ascoltare le molteplici funzionalità del macchinario che renderanno Volterra un centro d’eccellenza specializzato anche dal punto di vista della Chirurgia vertebrale.
    Tra i presenti anche Giovanni Manghetti Presidente Cassa di risparmio di Volterra e Augusto Mugellini, Presidente della Fondazione CRV, il quale ha sottolineato quanto negli anni la Fondazione e la Cassa abbiamo lavorato al mantenimento e al potenziamento dell’ospedale: dall’acquisto delle prime tac, alla risonanza magnetica, al trasferimento dell’Ospedale stesso dal centro a San Lazzaro. Il Presidente Mugellini ha poi sottolineato quanto le eccellenze di Volterra necessitino di una viabilità scorrevole e in sicurezza ricordando l’impegno della Fondazione per la progettazione della SR 68 Saline- Colle di Val d’Elsa. L’Assessore Regionale Luigi Marroni ha poi ribadito che il Presidio di Volterra è parte attiva della rete sanitaria toscana, punto fermo per le eccellenza. Anzi, ha sottolineato come la strada della qualità sia quella giusta. Il Presidente della Provincia di Pisa Andrea Pieroni ha detto che la “Città ha le carte in regola per un suo rilancio”. A seguire il Sindaco Marco Buselli ha spiegato come è nato questo progetto, ovvero a seguito di un semplice pranzo col dottor Giuseppe Calvosa, e di come si sia sviluppato solo grazie al protocollo siglato con la Regione, in merito al riferimento per il centro per la colonna vertebrale toscana e soprattutto grazie l’impegno di Cassa e Fondazione. Intervenuto anche il dottor Giuseppe Calvosa, che ha illustrato ai numerosi presenti i passi da gigante che farà l’ospedale con questo macchinario ed ha definito questo progetto come “una bella favola italiana che si è realizzata”. Per concludere il ministro Maria Chiara Carrozza da una parte in veste di Ministro e, dall’altra, come docente di Bioingegneria alla Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa, istituzione che ha contribuito alla nascita di un laboratorio di ricerca congiunto con Auxilium Vitae, le cui attività si svolgono nell’ambito di progetti di ricerca italiani e internazionali, alcuni dei quali finanziati dalla Regione Toscana e cofinanziati dalla Fondazione Cassa di risparmio di Volterra.“ Carrozza si è dichiarata conoscitrice e estrimatrice di Volterra “Tornerò in Città – ha spiegato – Volterra potrebbe essere un’ottima location per la formazione di
    giovani medici”. Formazione da fare nell’ottica del merito, e non dei fogli rilasciati.

    La nuova camera operatoria per la chirurgia vertebrale, già attiva all’interno dell’ospedale di Volterra, è caratterizzata da un sistema innovativo per la navigazione assistita dal computer. Tra i benefici che derivano dall’utilizzazione di questo nuovo macchinario può tratte vantaggio il chirurgo perchè la macchina consente di effettuare gli interventi con maggiore precisione grazie al computer che assicura il perfetto posizionamento delle viti. Inoltre la navigazione in tre dimensioni all’interno delle parti anatomiche interessate consente una panoramica completa e dettagliata. Quindi il paziente risente in positivo l’utilizzo della macchina sia per la miglior riuscita dell’operazione, con le possibilità di errore infinitamente ridotte,
    sia perchè l’intervento stesso risulta di minore invasività e con un recupero post operatorio molto più snello e veloce. Sono già 35 gli interventi che il dottor Giuseppe Calvosa e la sua equipe di giovani medici chirurghi hanno già portato a termine da questa estate quando la macchina è entrata in funzione.

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  • Firmato il patto territoriale per salvaguardare e valorizzare l’ospedale

    VOLTERRA – Un patto che sancisce la centralità dell’Ospedale di Volterra, come presidio dalle specificità e dalle caratteristiche che ne fanno un riferimento a livello regionale. E’ quello sottoscritto questa mattina a Volterra da Comune, Azienda Usl 5 di Pisa, Società della Salute Alta Val di Cecina e Uncem Toscana, documento già approvato all’unanimità dall’Assemblea della Società della Salute riunitasi lo scorso 7 agosto. Il documento inquadra la realtà sanitaria volterrana come «fulcro di un’articolata realtà ospedaliera composta da Usl 5 Pisa, Auxilium Vitae ed Inail per la quale l’Usl 5 garantisce il mantenimento degli attuali livelli di operatività e di caratterizzazione». Un presidio da 160 posti letto che può contare su strumentazioni di altissima precisione e all’avanguardia come la Tac intraoperatoria O-Arm e navigatore con monitoraggio del sistema nervoso (novità assoluta in Italia negli ospedali pubblici), donati dalla della Cassa di Risparmio di Volterra e della Fondazione C.R.V. «La firma di oggi è un risultato che dimostra la complessità e il valore specifico della realtà sanitaria volterrana, su cui ricadranno, come da accordi, anche le risorse della vendita di poggio alle Croci – spiega il sindaco di Volterra Marco Buselli -. Nel documento non si parla volontariamente dell’istituzione della Casa della Salute all’interno dell’Ospedale. Anzi. Si dice che Comune e Asl dovranno concordare insieme la localizzazione di una medicina di gruppo, modalità assai più snella. Forti di questo documento, quindi, Volterra esprime solidarietà a tutti i comitati che oggi manifestano in catene a Firenze per il diritto alal salute, perché scelte come quelle di riconvertire i piccoli ospedali non posso essere imposte ai territori, istituendo Case della Salute anche ladove i territori non le vogliono».
    L’accordo avrà durata triennale e, prima della firma odierna, era stato approvato all’unanimità dall’Assemblea della Società della Salute riunitasi lo scorso 7 agosto.

    Ufficio Stampa Comune di Volterra

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  • Ospedale, il Ministero della Salute risponde all’appello del sindaco Buselli

    VOLTERRA – Il Ministero della Salute risponde all’appello partito lo scorso 15 luglio da Volterra per salvare il presidio ospedaliero dalla riforma sanitaria regionale che prevede l’istituzione delle Case della Salute. Attraverso il direttore generale Francesco Bevere, il Ministero chiede alla Regione Toscana di «fornire elementi informativi relativi alle circostanze in oggetto» facendo riferimento alla lettera che il sindaco Buselli aveva inviato al Ministro Beatrice Lorenzin chiedendo di «salvaguardare prioritariamente, e in via preliminare rispetto ad ogni ulteriore processo, l’attuale capacità operativa del presidio ospedaliero di Volterra, considerando che lo stesso garantisce una funzione di riferimento in un raggio di quaranta chilometri di territorio appartenente esclusivamente a Comuni Montani».
    «Si tratta di un segnale importantissimo di attenzione nei confronti di Volterra da parte del Ministero della Salute – spiega il sindaco Buselli -, ma anche indirettamente sulle altre realtà toscane coinvolte dai processi di riorganizzazione. Dopo la firma del patto territoriale dei giorni scorsi, prosegue la battaglia fino a che non sarà cancellata dalla delibera di Giunta regionale, la parola “riconversione” riguardo ai cosiddetti “piccoli Ospedali”. La “riconversione” viene legata, in quel documento, alla realizzazione di Case della Salute negli Ospedali, per questo ho avvertito prontamente il Ministero. Siamo pronti a confrontarci con la Regione sul tema Casa della Salute, ma senza che la Casa della Salute rappresenti un sofisticato “cavallo di Troia” per trasformare o riconvertire l’Ospedale. Per far questo – conclude Buselli – è necessario parlare di Casa della Salute, o di modelli similari, che prevedano comunque la medicina di gruppo, ma sul territorio, assolutamente fuori dal Presidio Ospedaliero».

    Ufficio stampa Comnue di Volterra

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  • Cioccolato fondente: 45 grammi a settimana proteggono le donne dall’ictus

    SALUTE – Lasciarsi tentare da una barretta di cioccolato ogni tanto non solo non fa male, ma fa anche bene. Meglio, però, se si tratta di cioccolato fondente. A giovarne sarebbe soprattutto la salute delle arterie: a sostenerlo è uno studio pubblicato sul Journal of the American College of Cardiology dai ricercatori svedesi del Karolinska Institutet di Stoccolma guidati da Susanna Larsson che, in particolare, hanno esaminato l’effetto anti-ictus del cioccolato sulle rappresentanti del gentil sesso.
    La ricerca è stata condotta su più di 33 mila donne tra 49 e 83 anni seguite dal 1997 per 10 anni: dati alla mano, gli studiosi hanno incrociato le quantità di cioccolato consumato e l’insorgenza di ictus, rilevando che le signore che consumavano la più alta quantità di cioccolato fondente – più di 45 grammi a settimana – hanno fatto registrare ogni anno 2,5 ictus ogni 1000 donne, mentre tra le rappresentanti del gentil sesso che non superavano i 9 grammi a settimana il tasso di ictus annuo rilevato è stato di 7,8 casi ogni 1000 donne. A fare la differenza, spiegano i ricercatori, sarebbero i flavonoidi, potenti antiossidanti «spazzini» dei radicali liberi.
    I risultati dello studio, spiega Larsson, non devono però funzionare da «lasciapassare» per i golosi di cioccolato: mangiarne in quantità eccessiva, infatti, può nuocere alla salute. «Il cioccolato deve essere comunque consumato con moderazione in quanto ha un alto contenuto di calorie, grassi e zuccheri. Dato che rispetto al cioccolato al latte quello fondente contiene più cacao e meno zucchero, è consigliabile il consumo di quest’ultimo».
    Ecco come il cioccolato protegge il cuore – Uno studio pubblicato sul Journal of Cardiovascular Pharmacology da un gruppo di ricercatori dell’Università di Linköping (Svezia) diretti da Ingrid Persson spiega come il cioccolato fondente riesca a proteggere il cuore: il meccanismo ruota intorno all’attivazione dell’enzima Ace, già conosciuto per essere responsabile dell’aumento della pressione sanguigna. «Abbiamo già dimostrato – spiega la studiosa – che il tè verde inibisce lo stesso enzima, che è coinvolto nel bilancio dei liquidi del corpo e nella regolazione della pressione sanguigna. Ora abbiamo voluto studiare l’effetto del cacao, con le sue catechine e procianidine». Dai dati è emerso che tre ore dopo l’assunzione del cioccolato è stata rilevata una significativa inibizione dell’attività dell’enzima e, di conseguenza, della pressione alta.
    Difende anche dal diabete – Un cioccolatino al giorno (circa 7,5 grammi) riduce di un terzo il rischio di sviluppare infarto (37%), ictus (29%) o di diventare diabetici (31%). A sostenerlo è uno studio della University of Cambridge (Regno Unito) coordinato da Oscar Franco pubblicato online sul British Medical Journal e presentato a Parigi nel corso del congresso della Società europea di cardiologia.
    Contro colesterolo e trigliceridi – Secondo uno studio presentato dagli studiosi dell’Harvard Medical School (Usa) nel corso del «Nutrition, Physical Activity and Metabolism/Cardiovascular Disease Epidemiology and Prevention 2011», uno degli appuntamenti annuali dell’American Heart Association, il cioccolato fondente abbassa i livelli di pressione sanguigna, migliora la salute di vene e arterie, diminuisce la quantità di colesterolo Ldl, quello “cattivo”, aumenta la presenza di quello “buono” (Hdl), diminuisce i livelli di trigliceridi nel sangue, ed è in grado anche di abbassare il pericolo di sviluppare il diabete di tipo 2, sempre più diffuso a causa dell’allungarsi dell’aspettativa di vita e dell’aumentare dell’invecchiamento della popolazione: il merito, spiegano i ricercatori, è sempre dei flavonoidi in esso contenuti.

    Dott. Rosario Basso
    Scienze infermieristica magistrale
    In collaborazione con Area Stroke Unit AOUS.

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  • Il prof Giuseppe Calvosa all’Auser Filo d’argento di Certaldo

    CERTALDO – L’associazione Auser Filo d’Argento di Certaldo propone per martedì 11 giugno alle 17,30 un incontro presso la propria sede in Via XXVI Luglio n.61 a Certaldo, per parlare delle patologie degenerative articolari e le conseguenti possibilità terapeutiche.
    All’incontro saranno presenti il prof. Giuseppe Calvosa direttore ortopedia e traumatologia dell’ospedale di Santa Maria Maddalena di Volterra con i medici dott. Matteo Galgani e la dott.ssa Maria Tenucci.

    Fonte: Comune di Certaldo – Ufficio Stampa

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